martedì 4 giugno 2013

L’espansione del’occidente

Il periodo rinascimentale fu accompagnato da grandi scoperte anche nel campo geografico.L’uomo era spinto a cercare nuovi mondi al fine di comprendere la realtà nella sua vera essenza. Molti paesi europei vollero cercare una nuova via per le Indie per scopi commerciali. Inoltre, con lo sviluppo tecnologico si diffusero nuovi tipi di imbarcazioni adatte a lunghi viaggi che consentirono la navigazione oltre l’area mediterranea.

 

Nel 1587 il portoghese Bartolomeo Diaz raggiunse il punto più meridionale dell’Africa, il Capo di Buona Speranza, mentre Vasco da Gama fu il primo a circumnavigare il continente.

Nel 1492 il genovese Cristoforo Colombo attraversò l’Oceano Atlantico scoprendo nuove terre abitate da altre civiltà. Inizialmente  Colombo era convinto di aver raggiunto l’India, ma più tardi Amerigo Vespucci dimostrò che si trattava di un nuovo continente che noi oggi conosciamo come America.

Nel 1519 il portoghese Ferdinando Magellano  circumnavigò per la prima volta nella storia il globo terrestre, dimostrandone la sfericità.

 

Quando Colombo giunse nel Nuovo Mondo, l’America centrale e meridionale era popolata da civiltà con una cultura diversa e un’organizzazione politica e economica evoluta.Le nuove terre erano abitate da circa 80 milioni di persone. 

 

Il Messico meridionale e il Guatemala erano abitati sin dal II millennio a.C. dai Maya, un popolo organizzato in città-Stato, diviso in classi sociali e governato da un sacerdote.  La loro religione era politeista e la loro economia era basata sull’agricoltura. I Maya avevano costruito tempi piramidali imponenti e avevano ampie conoscenze astronomiche e matematiche.

Nel XIII secolo il Messico era popolato dagli Aztechi, popolo inizialmente nomade, che aveva fondato un’impero centralizzato e si era organizzato gerarchicamente. La loro religione era politeista e caratterizzata da sacrifici umani. L’economia era agraria e la guerra costituiva un dovere religioso. Praticavano anche il commercio e la loro architettura era molto evoluta.

Nella regine delle Ande  tra il XV e il XVI secolo gli Incas  avevano fondato il loro vasto impero con l’inca (imperatore) al vertice, mentre il popolo sosteneva l’intera società. Gli Incas non conoscevano la scrittura ma avevano realizzato architetture grandiose. La loro religione era politeista ed era anch’essa caratterizzata da sacrifici umani.

 

Dopo la scoperta del Nuovo Mondo, la Spagna e il Portogallo decisero di spartirsi le terre,però gli altri Stati europei non erano d’accordo. Perciò, in tutta l’epoca moderna lo Stato che raggiungeva un nuovo territorio se ne appropriava. Iniziò così il  colonialismo europeo.

Il Portogallo era interessato al commercio della spezie e si concentrò soprattutto sull’Africa e sull’Asia. Creò un sistema di fortezze,basi navali e scali commerciali a protezione della via commerciale da Lisbona all’Oriente.Anche in Brasile occupò alcune regioni sulla costa.

La Spagna cercò la conquista territoriale e i suoi conquistadores sottomisero gli Incas e gli Aztechi.In pochi decenni formò un grande impero coloniale che affidò a diversi funzionari che regolavano lo sfruttamento delle risorse. Questo sistema è detto “della encomiendas”. 

Più tardi le colonie vennero organizzate in due vicereami: il vicereame della Nuova Spagna che comprendeva il Messico e l’America centrale; e il vicereame del Perù che comprendeva il Perù e territori sudamericani fino all’Argentina.

Gli indigeni furono schiavizzati e molti morirono a causa delle malattie trasmesse dagli europei. La loro popolazione si ridusse a 4 milioni di abitanti.




IL RINASCIMENTO


Alla fine del XIV secolo e all’inizio del XV secolo nell’area italiana nacque una nuova visione del mondo ben distinta da quella medievale.La nuova cultura che si diffuse è conosciuta con i nomi di Umanesimo e Rinascimento.L’umanesimo è la prima fase, quella quattrocentesca in cui maturarono le nuove idee. Il Rinascimento è la fase cinquecentesca, il periodo di  massimo splendore.




L’Umanesimo si richiamava alla letteratura classica e si contrapponeva al Medioevo che , invece, si ispirava ai testi sacri. L’Umanesimo valorizza l’uomo mettendolo al centro del mondo, enfatizzando la sua libertà e le sue capacità razionali. L’uomo è in grado di dominare la natura. 

Tuttavia, la nuova concezione non nega l’esistenza di Dio. Inoltre, gli autori dell’età classica divennero un modello da imitare. In questo periodo furono riscoperti numerosi testi classici e  ci fu uno studio approfondito delle lingue classiche (greco e latino). Grazie all’invenzione della stampa da parte di Gutenberg la diffusione dei testi classici divenne molto più semplice.

Gli uomini rinascimentali, consideravano il Medioevo  “l’età di mezzo” poiché separava il presente dall’antichità.Perciò consideravano se stessi i protagonisti di una rinascita.



Durante il Rinascimento  l’uomo era interessato alla natura circostante  e cercava di comprenderla attraverso l’osservazione. In questo modo giunse a nuove conoscenze nel campo delle scienze naturali. Questi progressi contribuirono a formazione di una nuova concezione del cosmo,per cui la Terra e l’uomo  non erano più il centro dell’universo.

 



Mentre nel Medioevo la storia era concepita come un frutto di un disegno provvidenziale, nel Rinascimento era vista come il risultato delle azioni umane.Francesco Guicciardini, uno dei più affermati storici, scrisse la storia contemporanea alla sua epoca.



Tra il XVI e il XVII gli uomini riflettevano anche sul concetto di politica di organizzazione del potere, il che, divenne parte del processo di nascita dello Stato moderno.L’impero e il Papato non dominavano le altre entità politiche ma era il principe ad avere il potere. Secondo Niccolò Machiavelli la politica doveva essere regolata da leggi diverse da quelli religiosi e morali. Nel suo trattato "Il Principe"  ritenne che la virtù del principe consistesse nell’adottare il comportamento di volta in volta più adatto a conservare il potere. L’umanista Tommaso Moro, nella sua opera intitolata "Utopia" proponeva una comunità pacifista e tollerante senza la proprietà privata, governata  da un’aristocrazia intellettuale secondo semplici regole. I due autori riconducono la politica alle scelte umane escludendola dal disegno provvidenziale medievale e  creano la premessa della concezione della vita democratica.